tessera2018smalldi Ezio Locatelli*

Sono giorni e settimane d’intenso impegno elettorale. Rifondazione Comunista, insieme ad altre realtà associative, sociali, politiche è impegnata nella presentazione delle liste di “potere al popolo” in una corsa contro il tempo, in particolare per quanto riguarda la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista stessa. Eh già, la raccolta firme vale solo per chi è fuori dal parlamento. Siamo in presenza di un sistema politico istituzionale che, trovandosi in forte crisi di legittimità, tende a chiudersi in se stesso, a mettere fuori gioco chi non rientra nella cerchia dei poteri dominanti. Spezzare questo meccanismo di esclusione non è cosa di poco conto ma non per questo vi possiamo rinunciare. Tutt’altro: dobbiamo mettercela tutta.

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Guai a ribellarsi al rischio di perdere il posto di lavoro. Se lo fai, se protesti, se manifesti ai cancelli dalla fabbrica vieni denunciato. Così ha fatto Embraco di Chieri (To), azienda produttrice di compressori per frigoriferi, nei confronti dei lavoratori in lotta per difendere il proprio posto di lavoro. “Un atteggiamento vergognoso, una vera e propria angheria che merita una risposta ferma da parte di tutto il territorio” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino. L’azienda torinese, controllata da Whirlpool Corporation, una multinazionale statunitense particolarmente attiva in acquisizioni e dismissioni aziendali, ha da tempo dato segnali di disimpegno per quanto riguarda la tenuta produttiva e occupazionale in loco. Da qui la lotta a oltranza dei 537 lavoratrici e lavoratori che protestano, giustamente, contro il rifiuto aziendale di fornire risposte e garanzie riguardo le prospettive produttive e occupazionali.

Oggi, a Roma, le lavoratrici e i lavoratori manifestano e chiedono che il governo si faccia carico di un intervento risolutivo. Dice Locatelli: “occorre segnare una svolta dopo troppe parole al vento. Fintanto che non ci sono impegni precisi sul piano occupazionale l’Embraco non può pensare di disporre liberamente del sito aziendale di Chieri. Non spetta solo ai lavoratori e alle lavoratrici, a cui va la solidarietà di Rifondazione Comunista, condurre la lotta in tal senso. Spetta a chi ha responsabilità politiche e istituzionali mandare un segnale chiaro e inequivocabile che l’Embraco non può pensare di fare e disfare a proprio piacimento un’azienda che peraltro non ha mancato in più occasioni di incassare una montagna di finanziamenti pubblici”.

Roma, 6 dicembre 2017

Ai/alle segretari/ie e resp. Organizzazione ed Elettorale
Regionali e delle federazioni del Prc-Se
Alle/ai componenti il Cpn

Car@ compagn@?,

non c’è tempo da perdere. Dopo l’approvazione da parte del Comitato Politico Nazionale della proposta di presentazione di una lista della sinistra antiliberista, alternativa al Pd e alle destre per le prossime elezioni politiche – vedi sul sito il documento approvato - occorre che il Partito sia parte attiva nel processo di costruzione della proposta stessa in un rapporto unitario e di piena collaborazione con tutti/e coloro che intendono lavorare alla ricostruzione di una sinistra di alternativa. I tempi sono molto stretti per quanto riguarda la presentazione delle liste, la raccolta delle firme, l’espletamento dei necessari passaggi di discussione. Le elezioni con tutta probabilità si terranno infatti agli inizi di marzo.

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di Ezio Locatelli -
segreteria nazionale, responsabile organizzazione PRC -SE -

Ne è passata di acqua sotto i ponti. A guardare al numero limitato dei partecipanti alle diverse manifestazioni antiG7 – Taormina, Cagliari, Lucca, Bari, Bologna, Torino, Bergamo, Napoli, Milano - che si sono tenute in Italia si può ben dire che non siamo più, per capacità di mobilitazione, ai tempi del G8 di Genova o ai tempi in cui il movimento di popolo contro la guerra e la globalizzazione neoliberista veniva definito come la “seconda potenza mondiale”. Ovvio, in quest’ultimo caso, non c’è paragone alcuno tra l’impatto emotivamente forte di una guerra e quello connesso allo svolgimento di un summit dei potenti della Terra. Ma anche tenendo conto delle diverse situazioni ciò che emerge, in tutta evidenza, è la debolezza della risposta politica.

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iscriviti rosaAlle/Ai segretari regionali e di federazione
con richiesta di inoltro alle/ai segretarie/i di Circolo Prc-Se

Car@ compagn@,

prendiamo in mano il tesseramento 2017 e portiamolo a compimento! Questa la richiesta pressante che rivolgiamo a tutt@ coloro che hanno una qualche responsabilità di direzione del partito a livello territoriale.
Dopo la prima ondata di iscrizioni connessa allo svolgimento del X congresso nazionale del Partito della Rifondazione Comunista la campagna di iscrizioni è passata in secondo piano rispetto ai molteplici impegni di lavoro cui il Partito ha dovuto far fronte in questi mesi. Ora, in quest'ultimo scorcio di fine anno, è importante recuperare.

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Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Cadigia Perini, segretaria del Circolo Prc di Ivrea dichiarano:

«esprimiamo grande gioia per la vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori della sede Vodafone di Ivrea per l’annullamento dei trasferimenti discriminatori. La loro determinazione nel denunciare il mancato rispetto dei diritti sindacali e dei lavoratori ha avuto il giusto riconoscimento: il Tribunale di Ivrea ha sentenziato in data odierna che “la condotta di Vodafone non è solo discriminatoria, ma anche antisindacale” e di conseguenza ordina a Vodafone di far rientrare i lavoratori nella sede di Ivrea e di astenersi per il futuro da comportamenti analoghi.

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Relazione introduttiva di Ezio Locatelli, responsabile organizzazione nazionale Prc

Teniamo questo incontro in condizioni precarie e per questo vi ringrazio doppiamente di essere presenti. Il primo pensiero va alle morti del nubifragio di questa notte che ha colpito in particolare la provincia di Livorno. Anche questa volta ci diranno di morti causate da eventi straordinari. E invece no. Ancora una volta siamo in presenza di tragedie che hanno, come causa prima, il dissesto e l’incuria del territorio contro cui va condotta – questo uno degli impegni di prima grandezza – una battaglia politica e di movimento.

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Torino-header-231421 210x210di Ezio Locatelli* -

A guardare le molte e variegate iniziative messe in campo contro il G7 di Torino potremmo, per certi versi, richiamarci al vecchio detto di Mao “lascia che mille fiori sboccino”. In effetti sono tante le iniziative messe in campo, contro il summit dei potenti della Terra di fine mese, in tema di industria e di lavoro: assemblee, flash mob, volantinaggi, cortei e manifestazioni varie. Di tutto un po’. Segno di una certa vivacità politica e di movimento nella città che fu per decenni riferimento di lotte e conquiste operaie contro il grande padronato, Fiat in testa. Non era per niente scontato il moto di risposta e di resistenza.
Torino è la città italiana che nell’ultimo decennio ha più duramente subito gli effetti dello smantellamento industriale, delle delocalizzazioni, dell’attacco ai diritti e alle condizioni del lavoro. Sono state portate avanti scelte brutali che hanno creato decine di migliaia di nuovi disoccupati, precari e lavoratori in nero, che hanno creato centinaia di migliaia di nuovi poveri costretti a combattere ogni giorno per la propria sopravvivenza, con le difficoltà di fare spesa, di pagare le bollette, l’affitto e quant’altro. Tutto ciò che è stato sottratto alle lavoratrici e ai lavoratori è andato ai profitti e alle rendite.

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di Ezio Locatelli* -

Possiamo, una volta tanto, non limitarci a guardare i dati di superficie? Occorrerebbe, come sinistra, fare come i vulcanologi i quali, per sondare l’imminenza o meno dei fenomeni eruttivi, più che guardare la sommità dei vulcani prestano attenzione alle turbolenze che sono nel profondo. Certo, a prima vista, la situazione appare un poco paradossale. Siamo nel pieno di una crisi del capitalismo e del neoliberismo come modalità di governo della società. Una crisi insostenibile che sta devastando l’esistenza di una immensa quantità di persone. Eppure, in Italia, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, poco si muove nella realtà con qualche eccezione: la recente manifestazione nazionale contro l’imbroglio dei voucher, lo sciopero nel settore dei trasporti, le vertenze a livello di aziende e di territori. Ed ancora, non ci sono allo stato attuale forze politiche e di movimento in grado di essere, di per sé, punto di riferimento. Anche qui con qualche eccezione. L’assemblea del Brancaccio del 18 giugno, con la sua idea di costruire una larga coalizione sociale, di sinistra, antiliberista, uno spiraglio l’ha aperto.

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170607man voucherCar@ compagn@,

come abbiamo già avuto modo di comunicare Rifondazione Comunista aderisce e partecipa alla manifestazione indetta dalla Cgil sabato 17 giugno a Roma per protestare contro l’imbroglio sui voucher ordito dal Pd e dalla maggioranza di governo con l’appoggio di Forza Italia e Lega. Voucher dapprima abrogati, per evitare il voto referendario, e poi reintrodotti sotto mentite spoglie a conferma della volontà di proseguire nelle politiche di precarizzazione del lavoro. Un atto gravissimo, uno scippo del diritto al pronunciamento referendario, così come sancito dall’art. 75 della Carta Costituzionale. Per questo l’impegno da parte di Rifondazione Comunista deve essere nel senso di garantire la massima mobilitazione e partecipazione.

In ragione di ciò vi chiediamo di:
1) predisporre volantinaggi (in allegato il volantino da riprodurre a cura delle Federazioni e dei Circoli) su tutto il territorio nazionale, davanti a fabbriche, luoghi di lavoro, mercati, piazze;
2) predisporre volantinaggi alle partenze degli autobus e dei treni organizzati dalla Cgil;
3) fare riferimento in primis alle Camere del Lavoro territoriali (lo abbiamo concordato a livello centrale) per organizzare la partecipazione delle compagne e dei compagni alla manifestazione di Roma;
4) di organizzare il massimo di visibilità alla presenza di Rifondazione Comunista all’interno del corteo del 17 giugno chiedendo a tutte/i di portare bandiere o striscioni di partito.

Il ritrovo a Roma è previsto a partire dalle ore 9 in piazza della Repubblica e Piazza Ostiense da dove partiranno due cortei con appuntamento alle ore 12 in Piazza San Giovanni. Nelle due piazze saremo presenti con due punti ritrovo a cui fare riferimento per informazioni o, all’occorrenza, ritiro di bandiere e materiali.

Ulteriori informazioni saranno date nei prossimi giorni.
Un caro saluto.

Roberta Fantozzi
resp. politiche economiche e del lavoro/programma

Enrico Flamini
resp. lavoro

Ezio Locatelli
resp. organizzazione

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