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Ecco il link ai report dei gruppi di lavoro dell'Assemblea nazionale del popolo dell’acqua svolta a Roma il 2 e 3 luglio.

Inoltre il link al testo della mozione finale dell'assemblea nazionale dei movimenti referendari contro il nucleare tenuta a Roma il 9 luglio.

Dopo la vittoria referendaria, la mobilitazione continua!

110707nucleareAppuntamento il 9 luglio alle 10.30 e per tutta la giornata al Chiostro della facoltà di Ingegneria – via Eudossiana, 18 – (vicino fermata Cavour metro B) – Roma

Dopo che il popolo italiano ha detto no al nucleare, come rilanciare per far affermare un modello energetico diffuso, che superi le fonti fossili e veda protagonisti i territori e le comunità?
E’ una delle domande alla base del confronto che è già partito tra le associazioni del comitato nazionale e che deve continuare con i comitati e le associazioni locali, con tutti i gruppi e i volontari che hanno dato un contributo nella campagna referendaria. E’ questa la finalità dell’assemblea nazionale del 9 luglio prossimo.
Si è sprigionata in Italia un’energia positiva, popolare, si sono rafforzate relazioni tra gruppi, associazioni, singoli cittadini in tutti i territori.
Sentiamo l’esigenza e la responsabilità di non disperderci e di non disperdere il grande patrimonio sociale e culturale che tutti quanti abbiamo contribuito a creare con la bella campagna referendaria.

www.fermiamoilnucleare.it

Rifondazione comunista invita tutte/i le compagne ed i compagni che tanto si sono spese/i sui  territori nella grande battaglia referendaria a partecipare a quest’importante assemblea. La mobilitazione continua!

davide_pappalardoCominciamo col dire quello che di solito stampa e tv non dicono sui referendum: è stata innanzitutto una vittoria dei comitati e di coloro, noi tra questi, che ci hanno creduto sin dall’inizio e che hanno creato un tessuto sociale pronto a recepire il messaggio.

E’ stata una vittoria contro le politiche neoliberiste, enfatizzate a destra e purtroppo anche in certa parte di quella che viene definita sinistra.

Per lungo tempo ci siamo sentiti dire che occorreva privatizzare per rendere più efficiente un servizio e per avere una più vasta gamma di scelta per un determinato prodotto. I disastri sociali di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti e questo “potere taumaturgico” del mercato è stato utilizzato persino quando si è trattato di beni indispensabili per la vita. A questa logica ora è stato dato un primo forte stop.

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