NO TRIV

 

Grazie all'art. 35 del decreto sviluppo targato Passera-Monti, riprende la folle corsa all'oro nero nei mari italiani!

Pubblichiamo il dossier "Un pugno di taniche" che Legambiente ha presentato ieri nella tappa siciliana della Goletta.

 

E' la Strategia energetica nazionale voluta dal governo Monti, contro ogni principio ecologico, di salvaguardia dei mari, del territorio e del paesaggio, che il governo Letta pedissequamente prosegue!

 

Si definiscono il governo del fare ma invece di innovazione producono devastazione!

Noi continueremo a lottare con il movimento NO Trivella e con quegli amministratori che hanno a cuore la salvaguardia del territorio e del paesaggio.

 

Rosa Rinaldi

resp. Ambiente - Territorio - Beni Comuni

 

Oggi, lunedì 8 luglio, il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha consegnato al Consiglio regionale le circa 11mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare avente come oggetto la “Tutela, il governo e la gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”.

 

È un risultato importante, cui va aggiunto il formale accoglimento da parte di 12 consigli comunali (Acquaformosa, Carlopoli, Casole Bruzio, Castrovillari, Celico, Maida, Mendicino, Saracena, Serra Pedace, Sersale e Spezzano Piccolo,) e due giunte comunali (Amantea e San Pietro in Guarano), e l’adesione convinta di diversi amministratori comunali, provinciali e regionali: è la dimostrazione lampante che anni di mobilitazione a livello nazionale e regionale, grazie anche alla “storica” campagna referendaria del 2011, hanno reso palese l’impossibilità di monetizzare la gestione di un bene fondamentale come l’acqua, incardinandola in un freddo bilancio economico. A favorire questa presa di coscienza nella nostra regione è stata paradossalmente proprio la società che gestisce le forniture idriche ai comuni, la Sorical, e la sua azionista privata, la francese Veolia. La Sorical, attualmente in liquidazione, da quando ha fatto la sua entrata in scena ha inanellato una serie di scandali, rimanendo coinvolta in diverse inchieste, tra cui ricordiamo per la sua drammatica attualità l’accusa di avvelenamento colposo dovuta alla gestione dell’invaso dell’Alaco e alla distribuzione nelle reti idriche vibonesi di acqua non potabile.

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E proverete la differenza di respirare e proffittar.

Mi perdoneranno mai le mondine di Novellara per l'ardita parafrasi? Ma questo significa ENEL alla Spezia, un impianto enorme, partito da 1800 MW di potenza installata, arrivati oggi a 1200 (di cui 640 a gas pressoché inutilizzati, il resto, neanche a dirlo, ancora a carbone), ed una storia di una provincia, dei suoi lavoratori nel ventre caldo delle sue caldaie, dei suoi abitanti nei quartieri limitrofi del levante di quel Golfo che pare ormai tutto men che dei poeti. Così le emissioni dell'unica ciminiera rimasta della “Eugenio Montale”, simboleggia l'ennesimo ricatto ambiente-lavoro, il tradimento democratico di un referendum dimenticato che sanciva il no di una città.

Ciminiere, bastano pochi sbuffi d'emissioni, penduli da un'autorizzazione integrata ambientale, sul delirio del mare. Oltraggio per oltraggio, la richiesta di AIA risale al 2007, ed in questi 6 anni la centrale ha continuato a funzionare senza alcuna limitazione, se non l’osservazione della norma.

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giornata-mondiale-ambiente-2013-5-giugno

 

«Nella Giornata mondiale dell’Ambiente bisogna dire chiaramente che in Italia è necessario un nuovo modello economico ecocompatibile: occorre riconvertire complessivamente l’economia in chiave ambientale. Per cambiare radicalmente il modello produttivo e investire nell’ambiente serve un piano pubblico di investimenti, ad esempio nel settore del riassetto idrogeologico del territorio e delle energie “pulite”. Bisogna smetterla con le grandi opere inutili e dannose per la natura e il territorio, come la Tav in Val di Susa. Lo Stato deve farsi garante di quest’opera di trasformazione dell’economia: emblematico è il caso dell’Ilva, per la quale noi proponiamo la nazionalizzazione proprio al fine di riconvertire l’azienda in modo che non inquini più».

 

Paolo Ferrero - segretario nazionale PRC

 

Rosa Rinaldi - responsabile Ambiente, Territorio e Beni Comuni

amianto

 

"La sentenza di oggi apre grandi prospettive anche per le vicende di Taranto e per le altre città che attendono giustizia". Lo ha detto il pm torinese, Raffaele Guariniello, al termine della lettura della sentenza al processo d'appello Eternit con la quale la corte di appello di Torino ha decretato la condanna di Stephan Schmidheiny a 18 anni di reclusione (dai 16 anni in primo grado) per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di misure di sicurezza.

La sentenza ha esteso la responsabilità di Schmideiny anche per le vittime di Bagnoli e di Rubiera, in Campania ed Emilia Romagna, mentre non vengono puniti i fatti dal 1966 al 1976. Per l'altro imputato, il conte belga Louis De Cartier, deceduto il 21 maggio scorso, la Corte ha deciso il non luogo a procedere. In aula a seguire il verdetto c'era l'ex Ministro della salute, Renato Balduzzi, il procuratore capo della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, il procuratore generale Marcello Maddalena, oltre a centinaia di parenti delle vittime giunti da tutta Italia e anche network televisivi stranieri.

"Non è finita qui e non è finita nel mondo", ha aggiunto Guariniello, che quindi apre una prospettiva nuova anche per la vicenda dell'Ilva.

Purtroppo il "principio di precauzione" nonostante questa importante sentenza non è ancora applicato. Continuano a costruire impianti altamente nocivi come gli inceneritori, e per esempio l'uso dei fitofarmaci in agricoltura, considerati gravemente dannosi per la salute.

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