Nella Giornata mondiale dell'acqua dobbiamo denunciare che il governo Draghi e i partiti che lo sostengono stanno portando avanti la definitiva privatizzazione con il ddl Concorrenza.
Il governo Draghi e la Commissione Europea sono complici dell'assalto delle multinazionali e della finanza all'acqua bene comune. La quotazione in borsa dell'acqua esprime questa logica neoliberista di saccheggio e espropriazione dei beni comuni.
Nel silenzio generale il governo procede verso la privatizzazione di tutti i servizi pubblici.

Oggi parteciperemo al convegno, organizzato al Forum dei movimenti per l'acqua, “Il DDL concorrenza e la sorte dei servizi pubblici locali” che si svolgerà dalle ore 12.00 alle ore 15.00 presso la Sala Zuccari del Senato.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Elena Mazzoni, responsabile ambiente del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Il DDL concorrenza e la sorte dei servizi pubblici locali

22 Marzo 2022
ore 12.00 – 15.00
Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani – Via della Dogana Vecchia, 29 - Roma

Il consiglio dei ministri sta discutendo il tema delle concessioni balneari come se si trattasse soltanto di decidere l’applicazione o meno della normativa europea sulla concorrenza. I partiti in parlamento fanno da megafono solo alle rivendicazioni dei concessionari.
C’è molto di più, trattandosi di regolamentare l’utilizzo di un bene comune come il demanio marittimo che dovrebbe essere tramandato integro alle generazioni future e che ha anche un enorme valore paesaggistico e naturalistico. La spiaggia è di tutte/i e delle generazioni future.
Segnaliamo alcuni punti fondamentali:
1) Stop alla cementificazione: bisogna porre l'attenzione alla riqualificazione ambientale e paesaggistica dopo anni di cementificazione e recinzione selvagge degli arenili incentivate da una normativa nazionale clientelare che ha dato ai titolari delle concessioni la sconsiderata possibilità di un rinnovo automatico delle concessioni. Inoltre stato, regioni e comuni hanno sanato abusi e consentito la sostanziale privatizzazione delle spiagge e l'oscuramento della vista mare. Le nuove concessioni devono prevedere la riduzione dell'occupazione dell'arenile con costruzioni e recinzioni.
C'è bisogno di un piano per la riqualificazione delle spiagge e la materia sarebbe auspicabile che tornasse tra le competenze dello stato perchè gran parte delle regioni hanno portato avanti una visione clientelare del Piani Demaniali Marittimi.
2) Gestione pubblica e spiagge libere: non è vero che l'alternativa è tra le gare e l'attuale situazione di privilegio feudale. In Italia bisogna dare, come ovunque nel mondo, la possibilità ai cittadini di fruire di spiagge libere gestite dai comuni e soprattutto bloccare ogni nuova concessione per salvaguardare i tratti di spiaggia ancora non antropizzati. I comuni possono decidere di non rimettere a gara e di procedere alla gestione diretta coinvolgendo chi ha per tradizione lavorato nel settore o cooperative.
3) Regole contro lavoro nero e illegalità Rifondazione Comunista ritiene che questa dovrebbe essere l’occasione non solo per una gestione trasparente dei bandi, ma anche per prevedere norme antievasione e soprattutto contro lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori del settore più volte agli onori della cronaca perché in nero, malpagati e con turni estenuanti. I regolamenti dei bandi devono per questo prevedere una chiara definizione di clausole ad hoc sull’applicazione, pena la decadenza della concessione, dei contratti di lavoro di settore al personale impiegato negli stabilimenti balneari.
4) garantire accesso occorre porre fine alla situazione per cui lunghi tratti di littorale sono di fatto privatizzati a tutti gli effetti con l’impedimento dell’accesso se non a pagamento. Chiediamo che si preveda di inserire nei bandi l’obbligo di destinare almeno il 30% dei litorali balneabili ad uso libero.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro
Elena Mazzoni, responsabile ambiente
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Care compagne e cari compagni,

nelle tesi approvate all'ultimo congresso abbiamo ribadito il nostro profilo rossoverde e ecosocialista.
Come prevede lo statuto riteniamo utile allargare e potenziare l'impegno del partito nelle lotte ambientali attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro.
Chiediamo a regionali e federazioni di segnalare e proporre compagne/i impegnate/i sui temi ambientali, urbanistici, dei beni comuni.

In primo luogo, laddove ci sono, responsabili ambiente regionali o provinciali.
Naturalmente l'invito è rivolto anche a compagne e compagni del CPN che si occupano di questi temi.
Data la centralità che ha assunto per le nuove generazioni la questione ecologica il gruppo è aperto anche al contributo dei GC.

Le adesioni al gruppo di lavoro possono essere inviate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fraterni saluti

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Elena Mazzoni, responsabile Ambiente PRC-SE
Andrea Ferroni, coordinatore nazionale GC

Prorogate questa mattina, 12 gennaio 2022, dal sindaco dell'area metropolitana Gualtieri, le ordinanze della precedente sindaca, Raggi, del 14 e 16 luglio 2021 che avevano disposto la riapertura della discarica di Roncigliano per risolvere l'emergenza rifiuti della capitale.

Al di là dei proclami elettorali e post nomina, in cui Gualtieri vantava un cambio di rotta rispetto all'amministrazione pentastellata, nell'ordinanza di oggi è scritto chiaramente "il persistere delle condizioni che hanno dato luogo all'emissione della precedente ordinanza e del permanere dell'esigenza di conferire i rifiuti presso la discarica di Albano anche per l'anno 2022".
L'ennesimo atto di arroganza politica e amministrativa.
L'ennesima dimostrazione di mancanza di progettualità e volontà.
Il tutto condito da due condizioni peggiorative, rispetto alle ordinanze della Raggi, perché in questa si fa riferimento ai rifiuti di Roma e di altri 24 Comuni dell'area metropolitana, non si aggiunge alcun tipo di controllo e si demanda alla Regione Lazio la verifica della capacità residua della discarica, secondo la capacità massima prevista dall'autorizzazione del 2009 che prevede innalzamento degli argini fino al 20%, in pratica una nuova collina ai Castelli Romani, ma fatta di immondizia della Capitale!

Non ci arrenderemo a tale arroganza, né come cittadine e cittadini, né come comitati e come associazioni, ed anche per questo parteciperemo alla manifestazione-presidio a Piazza SS Apostoli, a Roma, il 15 gennaio dalle ore 9:30, sotto la prefettura e la città metropolitana.

Elena Mazzoni, responsabile nazionale ambiente, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Ci associamo alle 24 organizzazioni contadine, ambientaliste, dell'agricoltura biologica e del mondo sindacale che chiedono al Movimento 5 Stelle di ritirare la proposta di legge che accelera la sperimentazione in pieno campo dei cosiddetti "Nuovi OGM". Un tentativo di deregolamentare i prodotti derivati da alcune biotecnologie considerate "di ultima generazione" che ricorda l'operazione che tenta Cingolani col nucleare. In tutta Europa tornano all'attacco con queste biotecnologie che sono regolamentate da una direttiva frutto delle mobilitazioni di movimento di cui anche noi di RIfondazione Comunista fummo protagoniste/i. La Corte di Giustizia dell'UE ha già sancito che devono essere assoggettate alla direttiva comunitaria che le obbliga alla tracciabilità ed etichettatura. Le multinazionali e l'industria sementiera hanno bisogno di introdurre il nuovo cibo manipolato in laboratorio senza etichette per ingananre i consumatori. Difendiamo il principio di precauzione e le norme che tutelano la sicurezza alimentare e l'agricoltura e l'agroalimentare di qualità in Italia. Noi diciamo basta con questo sostegno all'agricoltura industriale, intensiva e biotecnologica, chiediamo che la ricerca si concentri sull'agroecologia e la vera transizione ecologica dell'agricoltura. Il M5S ci ha già rifilato Cingolani e la sua finzione ecologica. Pure gli ogm? No, grazie.

Elena Mazzoni, responsabile ambiente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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