Nell'esprimere il nostro cordoglio ai familiari delle vittime e alla popolazione colpita non possiamo tacere la nostra indignazione per la perdurante sottovalutazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Non chiamatelo maltempo, è crisi climatica.

Definire maltempo il ripetersi sempre più frequente di eventi metereologici estremi è fuorviante.

Il combinato disposto di negazionismo e negligenza continua a coglierci impreparati. Come accaduto sulla Costa Toscana anche nelle Marche non c'è stato un allerta rosso ma un assai più rassicurante giallo.

Torniamo a chiedere che si chiarisca il perché del mancato allarme.

Non si assumono misure radicali per la riduzione delle emissioni climalteranti, anzi si impone il rilancio di rigassificatori e carbone. Non si fa nulla per imporre lo stop al consumo, alla cementificazione e impermeabilizzazione del suolo.
Invece di dare priorità alla messa in sicurezza del territorio si continua a puntare su grandi opere per arricchire le solite lobby.

Non abbiamo ancora nemmeno un piano di adattamento ai cambiamenti climatici per evitare che questi eventi estremi colgano le popolazioni impreparate e contenere i danni e la perdita di vite umane.

Dopo i morti sulla costa della Toscana assistiamo a una tragedia nelle Marche che mostra quanto sia obsoleta l'agenda delle forze politiche, dalla destra di Giorgia Meloni che sostiene il negazionismo climatico al Pd che l'ambiente lo difende solo con le chiacchiere.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale, Elena Mazzoni, responsabile ambiente, Partito della Rifondazione Comunista -Sinistra Europea, Paolo Berdini, urbanista, candidati per Unione Popolare con de Magistris

Rifondazione Comunista aderisce alla campagna "Non Paghiamo". Invitiamo tutte e tutti i cittadini e le cittadine a visitare il sito https://www.nonpaghiamo.it/ e ad aderire, e consideriamo ottima la proposta di organizzare assemblee popolari in tutte le città per organizzare la protesta.
Un segnale vero, di rottura, non le ipocrite piazze lanciate dal PD, che la crisi energetica l'ha creata con la folle decisione di trascinare il Paese in guerra, contro il caro bollette.
Questo inverno, se le bollette non diminuiranno, decine di migliaia di persone non riusciranno neanche a riscaldarsi.
Milioni di persone saranno costrette a scegliere tra scaldarsi o mangiare.
Una famiglia su 3 sarà costretta alla povertà energetica.
Sono più di otto milioni le famiglie a rischio e già ora il 15% delle utenze ha smesso di pagare.
Noi proponiamo 4 soluzioni semplici e coraggiose:
-tassazione al 90% degli extra profitti
- blocco aumenti
-nazionalizzazione del servizio elettrico
-finanziamenti alle rinnovabili.

“NOI non paghiamo” le scelte scellerate, impopolari, guerrafondaie e
contro il diritto ad una qualità della vita degna, sancito dalla Costituzione Italiana, dalla Carta europea dei diritti fondamentali e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Pace subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, responsabile ambiente, PRC-S.E. candidati di Unione Popolare con de Magistris

Massima solidarietà solidarietà alla nostra compagna Elena Mazzoni, responsabile ambiente del partito e attivista ambientalista, che ieri è stata convocata in questura, insieme ad altre ed altri attiviste e cittadini dei Castelli Romani, dopo aver contestato pacificamente il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha dato il via libera all'inceneritore di Gualtieri, progetto escluso dallo stesso piano rifiuti che aveva approvato in Regione.

Siamo di fronte a una vera e propria intimidazione nei confronti di chi difende il territorio, la salute e l'ambiente. Ci domandiamo se a Roma è vietato protestare contro l'inceneritore che ancora una volta è una proposta della destra che viene realizzata dal PD. Inceneritori e rigassificatori sono un punto condiviso dell'accordo sottoscritto dal PD con il confindustriale Calenda che propone la militarizzazione dei siti di inceneritori, discariche, centrali, ecc. per difendere gli affari delle solite lobby. Mentre PD e Calenda nell'accordo non menzionano l'antifascismo e la difesa della Costituzione, Elena e gli altri attivisti dovranno difendersi in Tribunale per un reato disciplinato da un testo del 1932, antidemocratico, fascista ed incostituzionale.
Mentre M5S e Si/Verdi alla Regione Lazio e al Comune di Roma neanche aprono la crisi sull'inceneritore noi sul territorio lavoriamo con le cittadine/i per fermare una scelta sbagliata e obsoleta.
Questa è l'Unione Popolare a cui stiamo lavorando con Luigi De Magistris: attiviste/i e cittadine/i che lottano per i beni comuni contro il partito unico della devastazione ambientale.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

Condividiamo il comunicato della Rete Ecologista dei Castelli Romani a cui va tutto il nostro sostegno:

Gravi Intimidazioni nei confronti dei e delle militanti della Rete Ecologista dei Castelli Romani e del No. Inc./Presidio Permanente lotta contro la discarica

Nella giornata di ieri il Commissariato di Genzano Di Roma ha fatto fioccare denunce nei confronti dei cittadini e delle cittadine macchiatisi della "grave" colpa di aver provato a contestare il sostegno del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti al mortifero progetto di Gualtieri, durante l'iniziativa organizzata dai Giovani Democratici di Genzano
dello scorso 29 luglio, tra l'altro da lui disertata.

Il reato contestato è l'art.18 del TUPS del 1932, "manifestazione non autorizzata", un testo fascista, antidemocratico ed incostituzionale di cui le forze di polizia hanno approfittato per reprimere il legittimo dissenso di chi lotta per difendere il proprio territorio.

Queste denunce pretestuose rafforzano la nostra convinzione di essere dalla parte giusta e non fermeranno la nostra azione, volta a far avvicinare sempre più persone alla battaglia per la chiusura della discarica e contro il progetto di inceneritore di Gualtieri.

NESSUNA RESA, NESSUN PASSO INDIETRO, LA LOTTA NON SI FERMA!

Elena Mazzoni* -

Il 28 luglio avremo consumato totalmente le risorse che il pianeta produce in un intero anno.
Risorse non rinnovabili e che stiamo esaurendo. Una di queste è l’acqua.
La crisi idrica di questi giorni non è né una calamità né un’emergenza, ma conseguenza dei cambiamenti climatici e di un uso dissennato delle risorse naturali nelle attività industriali e nell’agricoltura.
Il Governo e le regioni, invece di attuare la riconversione ecologica necessaria da anni, continuano ad operare nella logica dell’emergenza con provvedimenti tampone e a finanziare lo stesso sistema produttivo che ci ha portato all’orlo del collasso.
La valle del Po è un luogo simbolo dell’irrazionale valorizzazione del valore fine a se stessa.
Noi non ci arrendiamo a questo stato di cose.
Vogliamo agire fuori dal sentiero della competizione tra territori promuovendo invece un coordinamento cooperativo tra di essi, lavorando su soluzioni condivise e democratiche che portino persone e territori fuori dai pericoli costruiti da un’economia irresponsabile.
RIFONDAZIONE COMUNISTA SI MOBILITA LUNGO IL PO, DAL PIEMONTE AL POLESINE, PER CHIEDERE DI CAMBIARE STRADA!
Il 27 e 28 luglio i nostri circoli si attiveranno per sensibilizzare su questi temi le popolazioni rivierasche del Po. Una catena simbolica per unire i territori nel nome di una alternativa comune e di una riconversione ecologica e sociale dell’economia, nell’interesse di tutte e di tutti.

*Responsabile ambiente PRC-S.E

IL 28 LUGLIO 2022 SARÀ #OVERSHOOTDAY, Il GIORNO DEL DEBITO ECOLOGICO
#overshooday2022 #siccità #Po

Anche l'inceneritore diventa verde se serve a garantire poltrone elargite dal PD.
Leggo con stupore, nell'intervista di oggi su Repubblica ad Edoardo Zanchini, che esattamente un mese fa, tra lo giubilo dell'ambientalismo fedele all'establishment, era stato messo da Gualtieri a capo dell'ufficio speciale clima della Capitale, l'improvviso sostegno del vicepresidente di Legambiente all'inceneritore.
Ecco allora che basta un incarico a cancellare rapporti, dati, studi, evidenze scientifiche del forte impatto degli inceneritori sulle emissioni di CO2 e sul consumo idrico.

Sono stupita ma neppure troppo, ormai l'ambientalismo di facciata, che sventola con una mano la bandiera verde e con l'altra si garantisce posti in ruoli chiave, è all'ordine del giorno.
Un ambientalismo di Palazzo che invece di organizzare il popolo inquinato si ritaglia posti al sole e finanziamenti e lascia, alle generazioni future, le conseguenze nefaste della subalternità e del collateralismo di settori dell'ambientalismo al PD e al centrosinistra. Fortunatamente in questi anni è cresciuto un ambientalismo popolare e giovane sempre più consapevole della necessità di non farsi abbindolare dal greenwashing
Serve un'alternativa che sia veramente ambientalista ed ecosocialista.
Intanto ci opporremo all'inceneritore come abbiamo sempre fatto, nei comitati e tra la gente, anche senza Zanchini che segue le orme di Chicco Testa.

Elena Mazzoni, Responsabile ambiente, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

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