E proverete la differenza di respirare e proffittar.

Mi perdoneranno mai le mondine di Novellara per l'ardita parafrasi? Ma questo significa ENEL alla Spezia, un impianto enorme, partito da 1800 MW di potenza installata, arrivati oggi a 1200 (di cui 640 a gas pressoché inutilizzati, il resto, neanche a dirlo, ancora a carbone), ed una storia di una provincia, dei suoi lavoratori nel ventre caldo delle sue caldaie, dei suoi abitanti nei quartieri limitrofi del levante di quel Golfo che pare ormai tutto men che dei poeti. Così le emissioni dell'unica ciminiera rimasta della “Eugenio Montale”, simboleggia l'ennesimo ricatto ambiente-lavoro, il tradimento democratico di un referendum dimenticato che sanciva il no di una città.

Ciminiere, bastano pochi sbuffi d'emissioni, penduli da un'autorizzazione integrata ambientale, sul delirio del mare. Oltraggio per oltraggio, la richiesta di AIA risale al 2007, ed in questi 6 anni la centrale ha continuato a funzionare senza alcuna limitazione, se non l’osservazione della norma.

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giornata-mondiale-ambiente-2013-5-giugno

 

«Nella Giornata mondiale dell’Ambiente bisogna dire chiaramente che in Italia è necessario un nuovo modello economico ecocompatibile: occorre riconvertire complessivamente l’economia in chiave ambientale. Per cambiare radicalmente il modello produttivo e investire nell’ambiente serve un piano pubblico di investimenti, ad esempio nel settore del riassetto idrogeologico del territorio e delle energie “pulite”. Bisogna smetterla con le grandi opere inutili e dannose per la natura e il territorio, come la Tav in Val di Susa. Lo Stato deve farsi garante di quest’opera di trasformazione dell’economia: emblematico è il caso dell’Ilva, per la quale noi proponiamo la nazionalizzazione proprio al fine di riconvertire l’azienda in modo che non inquini più».

 

Paolo Ferrero - segretario nazionale PRC

 

Rosa Rinaldi - responsabile Ambiente, Territorio e Beni Comuni

amianto

 

"La sentenza di oggi apre grandi prospettive anche per le vicende di Taranto e per le altre città che attendono giustizia". Lo ha detto il pm torinese, Raffaele Guariniello, al termine della lettura della sentenza al processo d'appello Eternit con la quale la corte di appello di Torino ha decretato la condanna di Stephan Schmidheiny a 18 anni di reclusione (dai 16 anni in primo grado) per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di misure di sicurezza.

La sentenza ha esteso la responsabilità di Schmideiny anche per le vittime di Bagnoli e di Rubiera, in Campania ed Emilia Romagna, mentre non vengono puniti i fatti dal 1966 al 1976. Per l'altro imputato, il conte belga Louis De Cartier, deceduto il 21 maggio scorso, la Corte ha deciso il non luogo a procedere. In aula a seguire il verdetto c'era l'ex Ministro della salute, Renato Balduzzi, il procuratore capo della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, il procuratore generale Marcello Maddalena, oltre a centinaia di parenti delle vittime giunti da tutta Italia e anche network televisivi stranieri.

"Non è finita qui e non è finita nel mondo", ha aggiunto Guariniello, che quindi apre una prospettiva nuova anche per la vicenda dell'Ilva.

Purtroppo il "principio di precauzione" nonostante questa importante sentenza non è ancora applicato. Continuano a costruire impianti altamente nocivi come gli inceneritori, e per esempio l'uso dei fitofarmaci in agricoltura, considerati gravemente dannosi per la salute.

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“Chi permette un reato ambientale farà i conti con il giudice più severo: la Storia”

(Luis Sepúlveda)

 

sepulveda

 

Sepúlveda (scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista ed attivista cileno famoso in tutto il mondo) è da sempre un grande ambientalista e collaboratore di Greenpeace.

 

“L’impegno ecologista significa cercare di comprendere i motivi per cui vengono fatte certe scelte scellerate in materia ambientale, scelte che normalmente sono dettate da leggi di mercato, che non possono essere né etiche né corrette, e spesso non sono positive per l’ambiente e per l’uomo.

 

Per i diritti dell’ambiente è necessaria la lotta -ha aggiunto Sepulveda- nel senso di fare politica dal basso per fare pressioni su governi e amministratori, che nelle loro scelte non devono rispondere a ciò che imporrebbe il mercato, ma devono rispettare la volontà dei cittadini che rappresentano…”

(Luis Sepúlveda, da sempre al fianco della lotta degli abitanti della regione dell’Aysén, per impedire la costruzione di centrali elettriche)

 

no carbone

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La manifestazione dell'11 maggio contro gli stoccaggi di metano e le trivellazioni è la

prima di una lunga battaglia che riguarderà l'intera pianura padana e l'intera

penisola.

L'8 marzo il decreto interministeriale Passera- Clini ha di fatto sancito la nuova

strategia energetica nazionale che svenderà alle multinazionali petrolifere a partire

dall'ENI il suolo, il sottosuolo, l'atmosfera, le acque e la salute delle popolazioni.

L'hub del gas europeo e lo stoccaggio di metano saranno il vero perno di tutta la

strategia, rendendo il paese un'autostrada e un deposito di gas e petroli, i pericoli

aumenteranno a partire dal rischio sismico dato dalla attività di stoccaggio

sotterraneo.

La strategia che guarda fino al 2050 è basata sull'utilizzo delle fonti fossili e abbatte

la strada del rinnovabile, questa strategia segnerà profondamente il tessuto

economico, sociale e ambientale distruggendo le basi per uno sviluppo sostenibile e

per il futuro delle generazioni.

 

Ancora una volta tutta la politica energetica sarà finalizzata al business e

all'esportazione privatizzando i profitti e socializzando i costi e le perdite.

 

L'energia è un bene comune, deve essere sostenibile e di tutti, slegata da qualsiasi

logica di mercato.

Per questo saremo in piazza l'11 maggio a Sergnano (Cremona).

 

Per adesioni e contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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