di Roberto Ciccarelli

A 32 anni si sentono «tradite dallo Stato». Sara e Anna Paola hanno gli occhi chiari, l'espressione studiosa, indossano un cartello double-face che in poche righe riassume le ragioni per chiedere il ritiro del «concorso truffa» nella scuola. Ragioni che sono state sciorinate più volte nel corteo dei docenti precari che ha attraversato la Capitale che ieri affogava in un mare di sudore.
Tradimento di una generazione dei trentenni «selezionati, abilitati, plurititolati» che prendono una cattedra a settembre (se va bene) e vengono licenziati (se sono fortunati) a giugno. E vivono con la disoccupazione in estate.

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di Antonio Sani

A Cernobbio, dove da 38 anni lo studio Ambrosetti riunisce il gotha dell'economia e della politica italiana, si ha un'unica preoccupazione: il profitto, a qualunque costo. A Fermo, nella Comunità di Capodarco che quest'anno ospita «L'impresa di un'economia diversa», il tradizionale Forum della campagna Sbilanciamoci!, si pensa invece alle persone. E' da qui, «dalle persone, dalle loro sofferenze» che secondo Giulio Marcon occorre partire per realizzare quel cambio di rotta invocato nel titolo di questa decima edizione della «contro-Cernobbio».
Per Marcon, portavoce di Sbilanciamoci!, il rovesciamento del paradigma neoliberista deve infatti partire «dagli anziani e dai disabili che sono abbandonati dallo Stato, dagli operai dell'Alcoa che devono salire sui silos per farsi ascoltare, dai cittadini immigrati lasciati ad affogare nel canale di Sicilia, dai giovani che tornano ad emigrare all'estero, dagli studenti che vengono espulsi dalle università, dalle donne discriminate sui posti di lavoro».

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di Argiris Panagopoulos

La Grecia è alle battute finali della campagna elettorale, domenica si vota per le legislative, il clima è teso, si presentano 32 partiti (nel 2009 erano 23). Abbiamo fatto un punto con Alexis Tsipras, presidente della coalizione di sinistra Syriza e del Synaspismos.
I partiti che hanno sostenuto i Memorandum potrebbero perdere la maggioranza assoluta ... Nuova Democrazia e Pasok non prenderanno la maggioranza e semmai sarà esigua e non potranno governare: troveranno una forte resistenza per applicare già a giugno nuovi tagli per 11,5 miliardi.

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di C. Ma.

«Siamo pronti a tutto pur di assicurare ai Paesi Bassi un governo di sinistra e stiamo lavorando per convincere gli elettori a fare una scelta netta di rottura con il passato». Così Harry Van Bommel, numero due del Partito socialista olandese, riassume la strategia dell'Sp a poche ore del voto. Van Bommel si occupa di esteri ed Europa e per l'Sp ha guidato nel 2005 la campagna referendaria contro il trattato costituzionale europeo.
Il Partito socialista ha guidato i sondaggi per diverse settimane, ma negli ultimi giorni ha perso un terzo dei consensi. Perché?

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Intervista a Gianni Rinaldini
di Francesco Paternò

Gianni Rinaldini è stato segretario della Fiom tra il 2002 e il giugno 2010. In Fiat ha visto l'arrivo di Sergio Marchionne nel giugno del 2004, il divorzio dell'azienda dalla Gm nel febbraio del 2005, la presentazione del piano Fabbrica Italia dell'aprile 2010. Il «prima e il dopo Cristo» del Lingotto, per dirla con le parole dell'amministratore delegato del gruppo. Che ha incontrato più volte, fino alla rottura del 2008.
Come suonano i complimenti di Cesare Romiti alla Fiom, unico sindacato ad aver capito che il piano Fabbrica Italia di Marchionne non stava in piedi?
Sono un po' beffardi. Viene da domandarsi: ma dove siamo finiti? Anche uno come Romiti dice «il sindacato faccia il suo mestiere».

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di Alfonso Gianni

Si conclusa poco fa la assemblea nazionale di “Cambiare si può”. Teatro Vittoria ovviamente strapieno e insufficiente a contenere le persone, mentre all’esterno funzionava solo l’amplificazione e non il video per la pioggia. Un’assemblea vera, ottimo clima, dove hanno parlato 50 persone, compresi relatore iniziale e finale, con interventi di circa 7/8 minuti ciascuno, dove sono emerse anche le difficoltà e le perplessità in merito alla ipotesi di presentazione di una lista autonoma alle prossime elezioni del 2013.
Né poteva essere diverso data la ristrettezza dei tempi, la complessità della prova e la stessa incertezza sulla legge elettorale. La breve mozione finale approvata all’unanimità riflette gli umori dell’assemblea che si riconvoca entro la fine di dicembre sulla base degli esiti di incontri e assemblee locali che si terranno il 14 e il 15 dicembre.

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di Giuseppe Grosso

È «Rodea el congresso» parte quarta. Ultimo - solo in ordine di tempo - capitolo di quest'autunno spagnolo di contestazioni che l'altro ieri - ancora una volta - ha radunato a Madrid il popolo degli indignados. Per la quarta volta in un mese migliaia di persone hanno cercato di accerchiare il parlamento in segno di protesta contro il governo e il suo bilancio generale dello stato, in fase di discussione proprio durante la protesta. Ad impedirglielo hanno trovato il solito presidio di forze dell'ordine: 600 uomini in assetto antisommossa che hanno difeso l'inviolabilità della Camera. Non che ci fosse granché da difendere, in realtà. La manifestazione è stata pacifica e il tentativo di accerchiamento si è limitato a poco più di un gesto simbolico.

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di Toni Jop

Divieto. Il nuovo passa da questa parola, a dire il vero consumata e non per questo meno tagliente. L’ha usata, com’è noto, il sindaco grillino di Parma, Pizzarotti, inaugurando la sua stagione, giusto per impedire la vendita, sia per consumo interno che per l’asporto, di ogni bibita alcolica dalle 21 alle sette del mattino in alcune strade centrali della città emiliana.
Vuole disarmare la movida, sedare il chiasso che disturba, attivare un deterrente al fatto che molti ragazzi inzuppino il loro cervello nell’alcol.
Il problema esiste ed è diffuso. Certo, finché nessuno si premura di avvisare quei ragazzi che stanno maneggiando una bomba ben più devastante di una “canna”, non si può sperare di uscirne.

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di Geraldina Colotti

«Lavoriamo per rifondare il Partito comunista - dice al manifesto Abdulaziz Alkhayer - ma per come stanno le cose adesso, il primo obbiettivo è la democrazia, che bisognerà difendere sia dalla dittatura che dai fondamentalisti islamici». Alkhayer, del Coordinamento corpo nazionale (Nbc), risiede a Damasco ed è uno dei promotori dell'Appello di Roma per la Siria, che ha firmato a nome della sua organizzazione nel cartello che riunisce dal West Kurdistan Assembly, al Blocco nazionale, dal Forum democratico al Gruppo islamico democratico.
Qual è stato il suo percorso politico?

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