121105turchiadi Cristoforo Spinella
L’ultimatum è fissato per stasera. In assenza di una soluzione allo sciopero della fame dei detenuti curdi nelle prigioni della Turchia, che arriva oggi al 55esimo giorno, alla protesta si uniranno anche i deputati del Bdp, unico partito filo-curdo del parlamento di Ankara. Un passo che renderebbe ancor più forte l’iniziativa dei 683 che in 66 carceri hanno deciso di rifiutare il cibo per protestare contro l’isolamen - to di un altro detenuto eccellente, il leader dei ribelli del Pkk Abdullah Öcalan. Unico abitante dell’isolaprigione di Imral, da 15 mesi non vede i suoi avvocati e l’unica persona a parlargli è stato–una volta sola–il fratello Mehmet. Ma la dimensione tutta politica di questa vicenda è emersa da tempo. Già il mese scorso allo sciopero si era aggiunto un altro rappresentante del Bdp, pure lui dietro le sbarre: il sindaco di Van Bekir Kaya, arrestato a giugno con l’ac - cusa di far parte del Kck, che i magistrati turchi considerano il braccio urbano del Pkk (organizzazione terrorista anche per Ue e Usa).

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di Phastidio

Annunciate oggi dal premier spagnolo Mariano Rajoy le nuove misure di austerità spagnola, barattate con un allungamento dei termini di rientro dal deficit, che passano al 6,3 per cento nel 2012, al 4,5 per cento nel 2013 ed al 3 per cento nel 2015. Sfortunatamente per gli spagnoli, la contropartita a questa “agevolazione” è una misura che costerà quasi certamente al paese il dissesto.

Tra le misure, aumento di tre punti percentuali, dal 18 al 21 per cento, dell’aliquota Iva massima, mentre quella intermedia passa dall’8 al 10 per cento e quella agevolata resta al 4 per cento.

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121002franciaDai camini non uscirà più il fumo e dai cancelli non entreranno più gli operai. Dopo sette mesi di battaglia, gli altiforni di Florange, in Francia, hanno chiuso i battenti. Il pressing del nuovo governo socialista non è servito. Alla fine ArcelorMittal, numero uno indiano della siderurgia mondiale, ha decretato la morte (annunciata) dell’impianto.
60 GIORNI DI TEMPO. Resta la debole speranza di trovare un compratore a costo zero che possa rilanciare lo stabilimento: la Mittal ha concesso al ministro del Rilancio economico, Arnaud Montebourg, ancora 60 giorni di tempo per vendere, a patto che non si tratti di un diretto concorrente.
La missione è salvare il cuore d’acciaio dell’Europa, simbolo e orgoglio del Vecchio continente.

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mlenchon_bastille

di A. M. M.

Il comizio che ha concluso alla Bastiglia la «marcia» cominciata a Place de la Nation, domenica pomeriggio, si è chiuso con l'Internazionale e la Marsigliese.

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121116gazada Pubblico
«Perché mio figlio è morto così?». Jihad Misharawi è un giornalista della Bbc, vive a Gaza. Un razzo d’Israele ha ucciso il suo bimbo di soli 11 mesi, Omar, e la moglie del fratello.
Il prezzo dell’operazione israeliana “colonna di nuvola” l’ha pagato quel bimbo e il padre, in lacrime, davanti ai giornalisti di tutto il mondo ha spezzato la rabbia e il dolore chiedendosi: «Perché mio figlio è morto così?».
Paul Danahar, collega della Bbc, ha pubblicato le foto della casa con le pareti annerite e tutto distrutto. Parlano da sole della violenza sui civili negli ultimi giorni a Gaza dopo l’attacco aereo di Israele che ha fatto 15 morti fra i palestinesi e la risposta a colpi di razzi di Hamas che ha provocato 3 vittime.

121119gaza2di Franco Frediani
Ci siamo illusi ancora una volta. Non può che sorprendere "l'apprensione e l'angoscia" che la Comunità ebraica romana dichiara di provare per i "fratelli israeliani". La ragione direbbe che ce l'aspettavamo, ma altrettanto lecito è chiedersi il perché di questa strumentalizzazione che mischia la religione con l'operato di uno stato feroce e aggressivo, al punto da mietere ancora decine di vittime. Tra queste, sono ben NOVE i bambini rimasti uccisi dai raid israeliani che non accennano a finire! Ma non basta. E' lo stesso premier Netanyahu a dichiarare che "Il nostro è un governo responsabile, e la nostra prima responsabilità è di garantire la sicurezza dei nostri cittadini" e con questo aggiunge che l'esercito è pronto a qualsiasi ordine gli venga impartito. Traduzione, "l'attacco di terra è più di una semplice possibilità"...

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121120gazaSiamo al quinto giorno di attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Scriviamo questo comunicato nel mezzo del suono incessante dei bombardamenti, che proseguono ininterrottamente giorno e notte, tenendoci svegli e nel terrore assieme a tutta la popolazione di Gaza. Sentiamo sulle nostre teste il rumore continuo dei droni e dei caccia F16 che sorvolano il cielo della Striscia. Ogni attacco di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata riaccende i terribili ricordi di Piombo Fuso. Al momento le strade di Gaza, solitamente caotiche e affollatissime, sono surrealmente deserte, la gente non può far altro che cercare rifugio nelle proprie case.

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121115gazadi Franco Frediani
Il cessate il fuoco è finalmente arrivato anche a Gaza. Quanto possa durare, se c'è la volontà di renderlo permanente, o altro ancora, è davvero difficile a dirsi. All'improvviso dunque, ecco spuntare il "miracolo"! Non ci dilungheremo sui punti dell'accordo, che ormai appartengono ad una cronaca letta e riletta. Oltretutto non c'è traccia di qualcosa di "clamoroso" o di impensabile, né tanto meno di sorprendente. Sarebbe come descrivere la scena di due bambini che, dopo essersi presi a sberle, promettono davanti alla maestra di non farlo più; tanto che verrebbe da chiedersi, qualora fosse possibile giustificare una guerra, il perché di tante atrocità commesse per poi ritrovarsi allo stesso punto di partenza.

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di Claudio Grassi

Fanno finta di non capire o di non sentire. Spostano il discorso su altri livelli, cercano di mettere in equilibrio una strage annunciata con la scusa di "doversi difendere"!  Basta leggere Twitter e si capisce quanto sia strumentalizzata, anche sui mezzi di comunicazione, la situazione della Striscia di Gaza. Si parla di 29 morti (26 palestinesi e tre israeliani) e 270 feriti. Tra questi, e lo abbiamo visto con i nostri occhi, la maggior parte sono bambini, donne, giovani di ogni età. Persino i media sembrano dimenticare che l'escalation della violenza non si è originata dall'uccisione di Ahmed al-Jabari, capo della Brigata al-Qassam, ma ben prima.

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