di Giuseppe Deriu

l semplice gesto di pigiare un interruttore per avere luce, far funzionare la lavatrice, il phon o qualunque altro apparecchio elettrico non desta stupore e non induce a riflettere sul duro lavoro che rende possibile utilizzare tutta questa energia. Così come indossare un gioiello, utilizzare un tegame in cucina, aprire e chiudere un infisso in alluminio. A un certo punto, però, irrompe la cronaca. Ampi e particolareggiati servizi sulla stampa, reportage sui telegiornali delle emittenti nazionali e regionali, l’avvenimento fa notizia: i minatori hanno occupato le miniere di carbone del Sulcis, sono barricati a 400 metri di profondità e sono disposti a tutto pur di salvaguardare un lavoro che la maggior parte della gente considera disumano e anacronistico.

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di Michele Cardulli

Cari consiglieri regionali del Pd,
vi scrivo questa lettera perché non facendo parte della direzione del partito non posso intervenire lunedì e dirvi le stesse cose in faccia, guardandovi negli occhi.
Da una settimana avete avuto la possibilità di mandare a casa la destra del Lazio, mandando definitivamente in pezzi il partito di Berlusconi e avviando un processo a catena che avrebbe fatto saltare, come dice lo stesso Berlusconi, Campania e Lombardia.

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di Alfio Nicotra

Quella maledetta notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 fui tra i primi ad entrare nella scuola Diaz.Read MoreRicordo ancora ogni passo su quelle scale, il cuore in gola che pompava sangue.

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di Pasquale Videtta e Daniel Rustici

Caro Presidente Nichi Vendola, cara Sinistra Ecologia Libertà,
vi scriviamo dopo aver meditato a lungo sulle parole di Pier Ferdinando Casini e di Pier Luigi Bersani, su quella che Francesca Fornario ha ribattezzato satiricamente come "unione incivile";
vi scriviamo perché profondamente preoccupati per ciò che si prospetta all'orizzonte, per gli scenari futuri del partito, per la connivenza con un PD che ha rinnegato persino ogni parvenza socialdemocratica (inutile solo citarla la "tradizione comunista");
vi scriviamo dopo aver assistito, inorriditi, all'assemblea nazionale del Partito Democratico in cui non solo è stato approvato un documento sui diritti civili che ricorda i Dico e i DiDoRe di mastelliana memoria, ma in cui è stato impedito un voto democratico (a dispetto del loro nome) sugli Odg riguardanti i matrimoni omosessuali.

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di Luigi De Magistris

Caro Nichi, francamente non ti capisco. Lo dico con grande sincerità. Ieri mattina nasceva il ‘polo della speranza’ con annessa apertura all’Udc e critica all’IdV, ieri pomeriggio hai scritto su twitter che non è pensabile un centrosinistra senza l’amico Di Pietro. Qualche settimana fa partecipavi, seduto accanto ad Antonio, ad una conferenza stampa, dove erano stati invitati anche alcuni sindaci fra i quali me, volta a scuotere il Pd affinchè decidesse da che parte stare. Non per ‘rompere le uova nel paniere’, come si dice in gergo, ma perchè nel centrosinistra il Pd rappresenta un partito fondamentale con cui si deve e si può dialogare, soprattutto se aspiriamo a scrivere la futura pagina di svolta politica nel paese. Tralasciando questo atteggiamento ondivago, vorrei soltanto chiederti, veramente in modo sincero visto il nostro rapporto:

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di Aldo Giannuli

Caro Nichi,
leggo del tuo incontro con Bersani e del conseguente annuncio di una coalizione Pd-Udc-Sel. So che sei un politico accorto e poco incline ai colpi di testa, immagino che abbia fatto i tuoi calcoli politici e ti stia orientando in questo senso sulla base di essi. Come sempre rispetto le tue scelte, pur nel dissenso e non mi sogno di gridare al tradimento o di dare giudizi sprezzanti. Tuttavia, non credo che i giochi siano fatti e che tu abbia fatto scelte irreversibili. Vorrei dunque farti presente, con molta pacatezza, alcune considerazioni che mi sembrano utili anche nel caso tu volessi proseguire su questa strada.

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La casa pare diventare per milioni di italiani una spesa sempre più insostenibile. Secondo una rilevazione dell’area Welfare – Politiche abitative della Cgil nazionale sulle voci di spesa maggiori delle famiglie italiane, l’incidenza media di quelle legate alla casa è passato dal 28,4% del 2010 al 31,1% per il 2012. Un’impennata frutto dei rincari delle utenze, della tassa Imu, del peso dei muti e del reale valore degli affitti, che porta la quota di spesa per l’abitazione oltre la soglia limite di sostenibilità per il bilancio familiare.
In particolare, si sottolinea nella rilevazione della Cgil, ciò che desta preoccupazione è la quota di famiglie, rispetto al valore medio, per le quali questa incidenza supera il 40%. La stima relativa al 2010 individuava in quasi 2,4 milioni le famiglie in condizione di serio disagio, quelle cioè per le quali le spese per l’abitazione pesavano per oltre il 40% sul reddito disponibile.

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di Gastrite

Le operazioni al “centro” ribollono e l’occasione per Pier Ferdinando Casini e i suoi possibili compagni di strada può essere ghiotta. L’idea di un nuovo rassemblement centrista, laico-cattolico-riformista, che unisca le nuove anime che si agitano per seppellire il centrodestra berlusconiano, sta lentamente prendendo piede, parallelamente agli sviluppi della crisi mondiale ed europea. Tutto è collegato, e vediamo come.
Se Monti passa l’estate, grande coalizione a rischio. Ipotesi principale: il governo Monti passa ‘a nuttata (cioè l’agosto di fuoco) riuscendo a tenere sotto controllo lo spread grazie a Draghi, Hollande e all’Europa non komeinista-germanica.

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di Daniela Preziosi

Sarebbe «inaudito che la Gran Bretagna scegliesse la via di forzare l'ambasciata ecuadoriana», per prendere l'hacker Assange, ma «è un'eventualità che il governo inglese ha ormai saggiamente escluso». Anche perché «neanche l'esercito del golpista Pinochet, in Cile, decise di violare le residenze diplomatiche che si riempivano di perseguitati politici». Lo racconta l'ambasciatore Emilio Barbarani, del gruppo di formidabili diplomatici guidati da Tomaso de Vergottini che, benché non accreditati (l'Italia non riconobbe il governo nato dal golpe cileno dell'11 settembre 1973), salvarono oltre 700 persone accogliendole nell'ambasciata di Santiago, in Calle Miguel Claro. Un'esperienza che Barbarani racconta nel libro Chi ha ucciso Lumi Videla (Mursia).

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