di pubblicogiornale.it

Svolta nel caso Cucchi. L’esclusiva è del Messaggero, e sembra essere una novità decisiva nel processo per la morte del trentunenne romano, deceduto il 22 ottobre 2009 mentre si trovava nel reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.
L’ipotesi è che ci sia stato un errore nella perizia, e che due fratture presenti sul corpo di Stefano Cucchi, una risalente al 2003 e una assai più recente, risalente al 16 ottobre 2009, giorno dopo il fermo, siano state confuse e analizzate quasi fossero la stessa.

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di Giacomo Russo Spena

“Roma non deve intitolare una via ad uno stragista come Bentivegna, è una vergogna! Il ‘gappistà, non solo uccise soldati e civili (tra cui Piero Zuccheretti di 12 anni), ma fu il vero responsabile della tragedia delle Fosse Ardeatine. Se si fosse consegnato centinaia di innocenti non sarebbero stati uccisi. Ma sia Bentivegna che i suoi mandanti sapevano bene cosa stavano facendo”.

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Nella serata di venerdì attraverso le pagine di un giornale locale, ( 7 giorni a Tortona), siamo venuti a conoscenza dell’ avvenuta denuncia da parte dei carabinieri nei confronti di alcuni braccianti, di alcuni sindacalisti e di alcuni attivisti politici e partecipanti ai presidi e alle attività di lotta svoltesi nei mesi scorsi in sostegno alla vertenza contro l’ azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia, relativa al riconoscimento dei più elementari diritti dei lavoratori che vi prestavano opera.
Abbiamo ritenuto utile attendere almeno un giorno per scrivere questo comunicato per permettere ai diretti interessati di verificare l’ attendibilità di tale notizia, cosa poi rivelatasi impossibile nelle giornate di sabato e domenica.

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di Paola Natalicchio

Domani saranno ottanta giorni esatti. Di sciopero a stipendio zero e occupazione. Di accampamento in tenda, in mezzo ai rumori insopportabili di via Tuscolana.Di presidio giorno e notte, con Maurizio, capelli bianchi e rughe in faccia, mestiere falegname, che apre le lattine dei pelati e fa il sugo nel pentolone di latta per quando viene fame. Di assemblee spontanee. Con Manuela, che consuma sigarette e si nasconde dietro gli occhiali da sole, perché ha fatto notte. Massimo, che agita volantini. Paolo e Stefano davanti al computer, che scrivono comunicati e controllano i siti web.

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di Cosimo Rossi

Sono 2,5 milioni le famiglie che hanno venduto oro o altri oggetti preziosi negli ultimi due anni, 300.000 famiglie quelle che hanno venduto invece mobili e opere d’arte. L’85% ha eliminato sprechi ed eccessi nei consumi, il 73% va a caccia di offerte e alimenti poco costosi. Queste sono solo alcune delle difese strenue degli italiani di fronte alla persistenza della crisi; a cominciare dalla messa in circuito del patrimonio immobiliare posseduto, affittando alloggi non utilizzati o trasformando il proprio in un piccolo bed&breakfast (nelle grandi città, con oltre 250.000 abitanti, il fenomeno riguarda il 2,5% delle famiglie).

E ancora: sono 2,7 milioni gli italiani che coltivano ortaggi e verdura da consumare ogni giorno, 11 milioni si preparano regolarmente cibi in casa, come pane, conserve, gelati.

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di Sergio Cesaratto

Che fine hanno fatto gli economisti di sinistra? Qualcosa del genere qualcuno si chiedeva sul manifesto di qualche secolo fa. Nonostante il grande sforzo profuso in questi anni sul web, in e-book (come «Oltre l’austerità») e assemblee, il loro impatto sui programmi elettorali delle formazioni della sinistra appare assai lieve. Per non parlare dell’idea di portare in Parlamento le competenze necessarie per condurre a livello adeguato la battaglia contro l’austerità e per un’Europa diversa.

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di Sara Farolfi

È polemica in Cgil dopo la pubblicazione sul sito dell'organizzazione di una nota della segreteria che, commentando il testo del disegno di legge sul mercato del lavoro, annota «diverse novità positive» pur a fronte di «alcuni peggioramenti». La segretaria di una delle categorie più 'pesanti' all'interno della confederazione, il pubblico impiego, a 24 ore dalla pubblicazione della nota ancora non ne sapeva nulla. Uno dei membri della segreteria, Nicola Nicolosi, accusa: «Questo comunicato non è stato discusso».

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di Leonardo Madio e Claudio Riccio

L’abolizione del valore legale del titolo di studio era stata annunciata con grande enfasi dai bocconiani del governo e dal ministro Profumo.

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di Domenico Moro

Alcuni continuano a chiedersi qual è il senso di una manovra che prende con una mano e dà con un’altra. In realtà, Monti non dà nulla e prende molto più di quanto sembri. Prende dai redditi più bassi e dai lavoratori e dà alle grandi imprese, realizzando un gigantesco trasferimento di ricchezza sociale. I provvedimenti avranno ulteriori effetti recessivi, sulla linea di quelli già varati e che hanno depresso domanda e produzione. Con una mossa degna di un giocatore delle tre carte, il governo ha gettato fumo negli occhi riducendo le prime due aliquote dell’Irpef.

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